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JK - Memorie di un consigliere
di Bepi Campana
volume di pp. 176
Euro 16,00
ISBN: 978-88-6509-063-3
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Una piccola città padana. Un'amministrazione comunale saldamente in sella
da più di cinquant'anni nella quale si avvertono i primi scricchiolii. Un
ex sessantottino in preda a crescenti tendenze revisionistiche, ma ancora
animato da un ingenuo spirito donchisciottesco, JK, che decide di impegnarsi in
politica in prima persona. Un trionfo elettorale che lo porterà a sedere
sui banchi del Consiglio Comunale abbandonandosi a pericolose ambizioni ed
eccessive speranze di rinnovamento, fatalmente destinate a impantanarsi nelle
acque basse della politica.
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In modo inaspettato e in un contesto che sembra tingersi di giallo, l'autore si trova alle prese con "le sparse memorie e le confuse elucubrazioni" di JK, ex-consigliere comunale di un'anonima "piccola città", scomparso in circostanze misteriose.
Un po' per amicizia e un po' per tentare di sciogliere l'enigma della sparizione, l'autore cerca di dare ordine ai materiali e scorrevolezza al racconto, tutto attraversato da una vena di socratica ironia che investe i numerosi personaggi messi in campo e che non risparmia nemmeno lo stesso JK, la cui forte inclinazione al moralismo non sembra sufficiente a salvarlo dalle meschinità tipiche della piccola città, o della natura umana.
Pagina dopo pagina, dalle memorie dell'ex- consigliere emerge un quadro allegorico di grande efficacia, dove una piccola folla di personaggi, rigorosamente anonimi, compare unicamente attraverso il relativo Ruolo o Carattere saliente per sottolineare che in questa storia senza (lieto) fine non ci sono precisi individui, ma "personae", maschere, sulla scena dell'italico tragicomico "teatrino della politica".
Con questo romanzo Bepi Campana mette in scena, con il tocco leggero dell'ironia e dell'autoironia, una commedia umana che sulle prime può sembrare un racconto paradossale o inverosimile, ma a ben guardare si presenta per quello che realmente è: il ritratto impietoso di una classe politica sempre meno votata alla cura della "res publica" e sempre più interessata a particolarismi, beghe di partito e tornaconti personali. Un affresco o meglio un acquarello, per la leggerezza dei toni e per le allusive trasparenze che con abili pennellate delinea il microcosmo di una piccola città padana che somiglia in modo inquietante al macrocosmo della realtà italiana.
Voltafaccia, opportunismi, sotterfugi, tic, colpi bassi, calcoli, meschinità: vizi capitali della politica portati alla ribalta in un ritratto semiserio, a tratti esilarante, di politici di ogni colore, tra le manovre dei quali si muove il protagonista assieme al suo bagaglio di dubbi, ingenuità e inutile indignazione.
Bepi Campana, modenese, si è laureato in filosofia a Milano.
Ha insegnato per una vita nella scuola pubblica. Ha collaborato a lungo con la Fondazione San Carlo di Modena.
Da molti anni tiene corsi per adulti di storia e scienze religiose. Pratica la pittura, la musica, la bicicletta, la politica, con risultati alterni.
Ha scritto occasionalmente di storia locale, di didattica e di politiche culturali.
Ha nel cassetto qualche riflessione filosofica e qualche racconto.
Questo è il suo primo romanzo.
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vedi anche:
Collana NARRATIVA
catalogo completo
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