Modenateca. Una vetrina di informazioni, storie e curiorità su tutto quanto riguarda Modena:
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QUIS EST - Poesia di Massimo Salvadori
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Dei miei giovani anni contorti
inciampati a scompiglio nei tuoi vergini seni
di donna e di spino,
madonna di golgota e luce,
nodo ricamo miele ed assillo
non resta nient'altro che
muto, il loro solo respiro: un'ombra di vento,
di fumo di neve, di fosforo e vino
calvario sottile,
illusione memoria ricordo a svanire
e più che di lama dolce e affilato
acre ed amaro il nostro soffrire:
e più dura ancora a morire che della sua acorza
pure di seta bianca e sottile,
l'insidia notturna di una luna di rame e di ghiaccio brunire,
incedere ombra a infinito futuro in finito venire,
che un lampo di porpora accese improvviso
per quei due che in uno poi siamo stati
...condannati a sognare incarnati,
sangue del noi essere nostri,
come schiuma torrente,
nei rivoli corpi che l'eterno e infinito
attoniti e soli, stupiti affannati respiri
desiderio muto languore,
scivola, insegue, avvicina, sospira.
Ma quei nodi del cuore
rincorsa incompiuta e delusa del tuo desiderio,
appiglio di croce,
di forca e di lancia la punta e lo striglio,
vorrei come anello infinito
che continuo e ricurvo compone e scompone
la fuga del tempo e il suo rilento venire,
perchè della morte che del nulla è il tessere artiglio,
il suo acuto d'aculeo
suo rapido ragno aspro nero cattivo,
sei stata il suo solo riparo accogliente di sempre,
ombra sete ristoro
respiro,
tregua d'autunno illusoria e dolcezza
a questa insanabile attesa ed urgenza,
abominio scandalo obbrobrio paura
nostra ed umana, immedicata premura,
sperare pallore temere
di un senso mistero il sentire.
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L'ATTIMO - Poesia di Massimo Salvadori
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Come due amici di luce
soli e lontani
che hanno per anni parlato linguaggi diversi,
e che più si ritrovano,
ora e forse non qui
nell'adesso ancora del tempo,
in nuove e più antiche,
lontane, di sempre, del loro essere amanti
di una sera che è tardi
temute, perdute, silenti, ora e più ancora
nell'ora del più tardi d'adesso,
consonanti, notturne, d'affetto sentire,
commosse parole.
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"PAPA', DIMMI... A CHE SERVE LA STORIA ?" - Poesia di Massimo Salvadori
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Immaginate di risvegliarvi
ignoti a voi stessi,
stupiti del mondo che attonito e intero
è intorno a guardarvi...
immemori e strani,
e più non sapendo nè l'ora nè il dove nè il quando,
il perchè e il suo motivo...
a questo serve la storia,
a restituire vita alle vite,
dei tempi sapienza testimone esperienza
e a rendere, al cielo del tempo
giustizia, durata , orizzonte e momento,
a di noi ognuno indicare ad un lampo
gridando in boato
o in sussurro a parlare,
uno ad uno
del suo piccolo e singolo,
proprio, possibile e solo,
e suo personale soltanto
dovere e domani.
A questo, mia ancora diletta e più piccola figlia,
serve la Storia.
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ASPRO E CATTIVO - Poesia di Massimo Salvadori
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Dove il mare finisce e il fiume
ancora sospira a fluire
quando il coraggio si affatica e mi stanca
e la luce sono occhi nel buio,
così l'impazienza ti ha spento la bocca, i baci, il sorriso.
...Adesso che a rincasare mi attardo,
ed è solo e soltanto il rapido e scuro di altri
l'affanno e il ritorno,
mai qui c'è stato, stano ricordo,
a corredo di vetri e tendaggi, muri e soffitti
calore, tepore, memoria o finestra
di palpiti e battiti, stormire o frusciare
di pioggia, d'amore, d'alberi, d'ali...
ma un cielo solo di terra che taglia
ad incudine aratro,
il respiro.
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NESSUNO E IL SUO CIELO - Poesia di Massimo Salvadori
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In un mio tardo mattino,
inquieto ed assente a ogni vita,
ti ho rincontrata
mai così inaspettata e quasi serena
accogliente di gioia
strana, simpatica e dolce nei tuoi occhi di sempre,
al solito delicata e modesta
nella tua grazia maldestra e gentile,
incerta, soave, leggera
al mondo e a se stessa.
Ti amavo da sempre, senza ammetterlo mai...
rivedo la gioia di te e il mio rimpianto di adesso,
con negli occhi quegli anni che per me sono sempre,
quel tempo di tutta una vita che è già tutta intera
senza esserlo stata,
e che mai lo sarà in un dove o a un nessuno,
sonno, speranza, sete salata
per chi, come me,
sempre si illude a sembrarsi ignoto al suo proprio destino
per vincerlo ancora.
Ti ho amato da sempre
e a quel noi solo, assetato,
che in un mai o in un ancora è avverato
mai glielo ho detto,
e neanche in un filo di voce,
del mio fiato di vetro sottile,
l'ho soffiato
...straniero e nascosto agli umani,
a volte sporco di sangue ed in fuga a un destino di fango,
sentinella soldato invisibile al cielo,
mite fantasma e memoria di armi e cittadine campagne,
terrestri quartieri senza scali od approdi,
nè porti di vino, di amori, di inganni e illusioni
fingendosi forte agli umori del mondo
e al denaro sensuale, a un destino negato...
Sia il dio vostro e lontano
che non c'è ed è assente,
superbo,ostinato e cattivo,
se mai, a mio perdono
se mai questo son stato e ancora non sono;
che questo conceda,
a un suo piccolo servo,
maldestro, geniale quel tanto e deforme
bizzarra e umana fierezza di ingegno gentile,
solo e piovuto in un deserto di neve assolato,
bruciato dal bianco assordante del sale
e allo scivolo nero del ghiaccio aggrappato:
la luce discreta e di umore notturna di un sogno
che mai si è esaudito e non ancora sperato:
amarti,
riamarti, ancora
ed ancora,
incontrarti.
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DEGLI AMANTI L'INFERNO - Poesia di Massimo Salvadori
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Passavo accanto alla nostra finestra,
...quella tua stanza che avevi in affitto:
libri e studenti ma esami nessuno
caffè al tavolino e un filo di fumo,
azzurro, leggero, eri tu, ero io
nessun dove nè un mai:
le mani bastavano,
ogni accenno era già assenso.
Il nero non c'era, il bianco neppure
sparivano agli occhi dei nostri colori,
più assorti nei giorni a volte indolenti
ma accesi per sempre nel tempo a venire;
era lento e sicuro il futuro d'allora...
confidente, leggero, di primavera il profumo
era sempre infinito abbandono e risveglio
insopito.
Hanno divelto d'un tratto, al mattino di un oggi d'adesso,
quell'albero che nella sua ombra d'inchiostro
era sempre tuo amico sicuro,
a me solo secondo,
gradito e fraterno, per te sempre riparo
custode di pagine e sogni
di attese l'ansia il respiro e l'affanno
il sorriso che scioglie in un pianto e confonde,
la gioia il silenzio il ritorno l'arrivo.
Gli hanno strappato in un lampo di schianto
il suo tronco curvo e ritorto
afflitto dal male degli anni ma ancora più ucciso dal solo pisciare dei cani
e da muti passanti
ignari, assenti, distratti,
lontani ed assorti viandanti di vicende d'amore
di un giorno, che anche se unico e solo
tutto ricorda e nasconde
di quel che nel tempo di un'ora soltanto,
noi siamo stati...
subito vivi e già soli
eppure dolcissimi amici e confidenti per sempre:
se d'ogni uomo il suo più inferno dei cieli
ha soltanto un colore,
è solo il grigio e normale dei giorni di pioggia
a mancarne,
l'abisso,
dei più teneri amanti.
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"DI CIELO, DI TERRA, DI MARE" (la pioggia,l'attesa, il ritorno, il silenzio)
Poesia di Massimo Salvadori
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La casa sul fiume al limitare declivio, cruna e
confine di un ago a strapiombo straniero,
a ricordo e sul ciglio del tuo amore a venire
...lontano io ero, assorto e inseguito, specchio, sporco ed opaco
al vetro ricordo, finestra affacciata a memoria,
con sempre la voglia di dire il ritorno,
e invece il silenzio, invece il restare
muto affannato e ferito
eppure sognante di grande e d' attesa sperare.
Da sempre ti ho amata, vi ho amati
per voi e per te in guerra e per sempre arruolato e frustrato,
religione commossa d'affetti
confidente certezza nel temporale e tempesta,
sacro e solenne giurato,
se creduto sentire affettuoso, se maligno o bonario e sincero
dire nell'ora di adesso non so di sicuro
ma a croce sul cuore, nel petto, nel sangue,
e di tutto l'amore di cui allora ero fermo, sicuro e capace.
Invece che adesso la vita
è uno scatto avanzare ubriaco in un giorno di un'alba
inoltrata e inspessita su di un sole sbiadito e tramonto,
è tutto il ritardo del mondo passato e avvenire
...e non c'era nessuno e nessuna
ma una rotta e sola finestra dalle imposte sporche e di crosta,
illusione sepolta e cadente
di goccioli vivi e di fiocchi rossi e di neve,
il vetro e lo specchio di una vita a sassata,
il ritorno angosciato a ferire, lo sperare, il pregare
nel dirsi di un ponte, un traghetto, uno sputo
un ricordo ormai ferino d'affetto e più terrestre che uomo.
Sei un fantasma assopito,
madonna dormiente e dimentica, ottusa
famiglie ed amici di padri e matrigne ignote dei figli
siete voi tutti i miei morti ormai nella vita a voi solo vostra:
non c'è un ancora, un luogo, o un altrove
non basta una vita o il morire e l'attesa di un dopo che premia a venire,
ma c'è un prima ed un futuro del poi, un dentro ed un fuori, un essere stato
la fame, un moto di spazio sentire che è più morso e più antico dell'uomo
...e di ognuna figura di umano che voi per me siete stati,
siete voi gli stranieri, sei tu l'esiliata
sconosciuti che interrogo invano a parole stupite, stentate, diverse
che straniti di luce guardate nell'opaco del vostro trave e orizzonte
i miei occhi stupiti, accrocchiati, bambini...
non c'era nessun aspettare, nessuna madre o sorella o pazienza di donna,
...non c'eri mai stata:
eri creatura da sempre mia sola soltanto, di notte e nel sogno dei giorni futuri sognata
dal sogno evocata nel sonno dei campi di croce e dei fronti sterminio
attesa, implorata, perduta...
per sempre, e nel nulla, riamata.
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Massimo Salvadori
suo malgrado, nasce, vive, lavora (precariamente) in
Modena, condividendo con quanti ne hanno sensibilità, desiderio o
ventura, lo stato di naufrago esistenziale e sentimentale in questo piccolo e
provinciale porto delle nebbie, notoriamente accogliente, che ha il disonore di
avergli dato, inaspettatamente, qualche tempo fa, i natali.
Gli umori, umidi ed aspri, delle nebbie e di torride cappe d'afa padane, devono
averlo anche troppo pervaso e condizionato: di formazione umanistica,
culturalmente anarchico e indipendente, è un laico convinto e praticante,
non senza una malinconia di profonda dolcezza per ciò che si vorrebbe,
o si crede, trascendente o di oltreumana essenza; l'umanità
e l'affetto incondizionato (o quasi) che istintivamente nutre per uomini (e
donne), un sentimento fraterno e tollerante per la vita di quanti incontra e gli
vivono intorno e accanto, da sempre costituiscono il motivo delle sue urgenze e
dei suoi interessi.
Da molti anni ama ripetere, con il malcelato e infantile desiderio di chi
aspetta fiducioso la smentita "...di me non rimarrà traccia !";
ai lettori la libertà e la grazia di esprimersi e valutare...
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Elenco dei contributi: