Perché i modenesi sono detti nusòn dai reggiani.
Si racconta che nel Medioevo, quando lotte e rivalità fra i comuni erano
all'ordine del giorno, i modenesi erano soliti chiamare i vicini reggiani con
l'appellativo di "teste quadre", mentre questi, rispondendo per le rime,
gratificavano i modenesi del termine dialettale "nusòn". Tale parola,
intraducibile in italiano, proviene da "nósa" (noce), con l'olio della quale,
secondo il dileggio dei reggiani, venivano battezzati i modenesi.Il perchè di
questa curiosa diceria sta nel fatto che il territorio modenese, in quei tempi,
era ricchissimo di alberi di noce, che venivano coltivati con molta cura perché
fonte di notevoli ricchezze e commerci, soprattutto con la vicina Toscana.Il
legname infatti, molto pregiato,veniva venduto per fabbricare mobili, mentre il
frutto, di ottima qualità, era considerato cibo prelibato soprattutto se
accompagnato col miele. L'olio di noce, invece, ottenuto dalla spremitura dei
frutti in appositi frantoi (di cui rimangono ancora oggi alcuni esemplari sparsi
nel territorio modenese), veniva utilizzato come combustibile e se ne produceva
in tale quantità che, secondo la maliziosa insinuazione dei reggiani, a Modena
c'era più olio che acqua... tanto che con l'olio di noce i modenesi potevano
anche essere battezzati!
Perché i modenesi chiamano i reggiani "teste quadre".
Sembra che l'appellativo di "teste quadre", con cui anticamente i modenesi
apostrofavano i vicini reggiani, derivi da alcuni versi della Seccia Rapita di
Alessandro Tassoni e precisamente dalla strofa 66 del canto IV, dove si dice che
Marte, mentre rilasciava dal castello di Rubiera i soldati reggiani sconfitti,
li percuoteva con l'asta in modo tale che "A tutti fatte avea le teste quadre".